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produzione prosa
Nina formichina che voleva volare
  • Nina formichina che voleva volare
la locandina:
DATA - DISPONIBILE SU RICHIESTA
 
Nina formichina che voleva volare
scritto e diretto da Andrea Lupo
 
con Alessia Raimondi, Camilla Ferrari, Biljana "Bibi" Hamamdzieva
e la voce di Andrea Lupo
 
luci e suoni di Andrea Bondi
 
Puppets di Cristina Gamberini
 
scene e costumi di Camilla Ferrari
 
consulente pedagogica Laura Todini
 
prodotto da Teatro delle Temperie
 
con il sostegno di Regione Emilia Romagna e Città Metropolitana di Bologna
crediti:
  • categoria: Teatro ragazzi
  • anno: 2015
  • diretto da: Andrea Lupo
  • scritto da: Andrea Lupo
  • una produzione: Teatro delle Temperie
la trama:
Nina è una piccola formichina che vive in un giardino insieme alla sua famiglia e alle sue amiche formiche… ma a Nina non piace essere una formica… non le piace essere così piccola, nera e dover sempre e solo lavorare… non le piace fare le cose che fanno le formiche… Nina sente dentro di sé di non essere solo una formica… le piacerebbe essere una farfalla e spesso ne parla, ma tutti la prendono in giro. Però lei non si da per vinta e una notte incontra un vecchio grasso bruco dentro una mela caduta da un albero. Il bruco è diventato vecchio perché non ha mai voluto diventare una farfalla e chiede alla formica di aiutarlo a risalire sull’albero per trovare un’altra mela in cui abitare. Nina lo aiuta e il bruco per ringraziarla le regala una sfera magica di luce: è la metamorfosi che lui non ha mai voluto usare. Se Nina la mangerà guardando le stelle, al mattino si sveglierà farfalla. Nina è molto combattuta: se diventerà farfalla non potrà più stare con le altre formiche, dovrà dire addio a mamma, papà, amici per volare via. Cosa sceglierà di fare? Ne parlerà con i genitori e alla fine deciderà di partire…
Lo spettacolo
Una piccola formica che sente di essere una farfalla…la possibilità di una magica trasformazione.
Un viaggio alla ricerca della propria identità tra il desiderio di inseguire un sogno e la paura di lasciare le proprie certezze.
la scheda didattica
ambito disciplinare:
indagine sulla necessità di omologazione/indipendenza dal gruppo di appartenenza
 
parole chiave:
omologazione/indipendenza, desiderio, distacco, identità
 
destinatari:
bambini fra i 4 e i 7 anni
 
obiettivi:
- stimolare i bambini a prendere contatto con le proprie caratteristiche individuali;
- valorizzare gli aspetti positivi delle differenze individuali e culturali;
-  incoraggiare i bambini alle relazioni con i compagni che hanno preferenze diverse dalle proprie
 
lo spettacolo:
Nina è una piccola formichina che vive in un giardino insieme alla sua famiglia e alle sue amiche formiche… ma a Nina non piace essere una formica… non le piace essere così piccola, nera e dover sempre e solo lavorare… non le piace fare le cose che fanno le formiche… Nina sente dentro di sé di non essere solo una formica… le piacerebbe essere una farfalla e spesso ne parla, ma tutti la prendono in giro. Però lei non si da per vinta e una notte incontra un vecchio grasso bruco dentro una mela caduta da un albero. Il bruco è diventato vecchio perché non ha mai voluto diventare una farfalla e chiede alla formica di aiutarlo a risalire sull’albero per trovare un’altra mela in cui abitare. Nina lo aiuta e il bruco per ringraziarla le regala una sfera magica di luce: è la metamorfosi che lui non ha mai voluto usare. Se Nina la mangerà guardando le stelle, al mattino si sveglierà farfalla. Nina è molto combattuta: se diventerà farfalla non potrà più stare con le altre formiche, dovrà dire addio a mamma, papà, amici per volare via. Cosa sceglierà di fare? Ne parlerà con i genitori e alla fine deciderà di partire…
 
 
indicazioni scenografiche:
la scena rappresenta il giardino in cui vive Nina, è stata realizzata interamente con stoffe e materiali riciclati.
 
tecniche e linguaggi:
puppets
 
durata:
40 minuti circa
 
attività:
Tutta la vita è tesa alla ricerca della propria identità. Ogni nostra azione ci confronta con quello che siamo o che pensiamo di essere e anche con quello che gli altri pensano di noi, con la nostra identità sociale. In questo processo, l’età cosiddetta “evolutiva” riveste un ruolo di fondamentale importanza.
La nascita è il primo fondamentale momento in cui un nuovo essere umano si stacca dalla madre, iniziando così un percorso di autonomia e individuazione che continuerà fino all’età adulta.
Ma questo è solo il primo, non l'unico, atto di nascita, poiché il processo di nascita continua. Tutta la vita di un individuo non è altro che il processo di far nascere progressivamente sé stesso.
In questo lungo, complesso, rischioso e spesso traumatico itinerario di “nascita”, è particolarmente impegnato chi si affaccia alla vita e lentamente costruisce - ora per ora, giorno per giorno - la sua personalità individuale e sociale. Divenire progressivamente adulti significa non solo o non tanto liberarsi da una condizione di dipendenza dai genitori acquisendo una sufficiente autonomia, quanto principalmente strutturare una personalità che non sia conformisticamente imitativa di modelli esterni prefissati da altri; non narcisisticamente ripiegata su sé e sulle proprie più banali esigenze; non incapace di superare le ansie, i disagi, i fallimenti, le rinunce che la vita impone; non impaziente di ottenere tutto e subito; non assolutista e quindi incapace di superare il divario tra ideale da perseguire e concrete possibilità di incarnarlo; non in perenne fuga da una realtà che non si è grado di affrontare, modificare e se necessario accettare.
Divenire progressivamente adulti significa, in positivo, impossessarsi di una chiave di lettura della realtà; scoprire il senso del proprio essere e del proprio operare; sapersi determinare nell'azione liberamente senza cedere a condizionamenti e manipolazioni; aprirsi a rapporti di confronto e di solidarietà con gli altri; sapersi costruire un’identità che sia vera, originale, valida, propria.
In questo complesso itinerario di crescita, un esito positivo del processo non è affatto scontato.
Ogni essere umano, in modo del tutto particolare chi è nella fase evolutiva, corre il continuo rischio di imboccare strade antitetiche e ciò non tanto per una sua libera scelta, poiché nella fase formativa non si ha una reale possibilità di effettuare opzioni coscienti e totalmente libere, ma sulla base degli impulsi che riceve dall'ambiente e dalle persone che incontra nel suo cammino.
Un ambito poco approfondito sul piano teorico e comunque pochissimo studiato nei suoi aspetti concreti e cioè nell'analisi degli strumenti sociali indispensabili per assicurare, nella varie situazioni di vita, un effettivo sostegno ai soggetti in crescita.
Un tema fondamentale perché occorre al contempo assicurare la costruzione di una compiuta identità ad ogni essere umano, ma anche riconoscere le differenti identità che esigono di essere valorizzate e non annientate.
 
conoscenze propedeutiche:
non necessarie
 
sede:
teatro o istituti scolastici, in ambiente concordato a seguito di sopralluogo.

data:
Spettacolo disponibile su richiesta

un grazie speciale a