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produzione prosa
TROY STORY
lunedì 01 aprile, ore 10:00
  • TROY STORY
la locandina:

di e con Dario Criserà 

regia Cristiano Falaschi 

produzione Eclissidilana

crediti:
  • categoria: Teatro ragazzi
  • anno: 2018
  • diretto da: Cristiano Falaschi
  • scritto da: Dario Criserà
  • una produzione: Eclissidilana
la trama:

Ed ecco L’Iliade, l’origine di tutto, ma in realtà il punto di arrivo di un percorso anche teatrale, dopo l’Odissea e l’Eneide, perché non si tratta di far avanzare un solo personaggio, ma un insieme di personaggi in sincrono, non un solo eroe come nell’Odissea e nell’Eneide, ma una schiera di eroi, ciascuno con i suoi tic e la sua parlata stravagante e improbabile. Quindi non un solo eroe un po’ cialtrone, ma tanti eroi con le loro debolezze esilaranti che creano una moltiplicazione di situazioni paradossali e irresistibili. La macchina teatrale quindi si complica e non dobbiamo farci ingannare dallo scherzoso titolo Troy story. In realtà è una macchina perfetta in cui Achille, Agamennone, Menelao, Diomede, Paride raccontano la storia ad un ritmo incalzante e spassoso, in cui gli dei, non meno intraprendenti e ridicoli degli eroi, intervengono a mischiare le carte. Dei ed eroi si alternano in una girandola esilarante: Hera un po’ coatta vuol fare gli scambi di favori, Zeus, da buon imprenditore milanese, deve seguire i suoi corsi e controllare che tutto proceda secondo il destino, Paride sembra sempre capitato per caso nelle situazioni, soprattutto in quelle di guerra a cui si dichiara allergico. Ed è proprio questa la straordinaria invenzione: scavare nel personaggio, trarne l’essenza e, senza tradirne l’identità, reinventarlo comicamente. E la magia sta tutta qui, in questo straordinario piacere nel creare personaggi giocando con le loro debolezze e furberie e creando situazioni straordinariamente comiche e originali: il Sonno è talmente assonnato e lento che non riesce a finire il discorso con un Agamennone sveglio e sbarazzino. Questo guazzabuglio di situazioni paradossali non perde però di vista il leit motiv dello spettacolo, l’ira di Achille, che fa un unico impasto di questa molteplicità dei personaggi un po’ cialtroni e li indirizza al vero scopo, una guerra giocosa, e forse un po’ goliardica, ricca di trovate, battute, allusioni e di colpi di scena. Zeus, Hera, Agamennone, Nestore, Ulisse ed altri di felice invenzione si alternano a ritmo velocissimo sulla scena portando avanti la loro personale battaglia comica: Ulisse non vuole combattere, Agamennone comanda solo in apparenza quando fa il discorso “motivazionale” ai soldati, Diomede, che parla un incomprensibile dialetto calabrese, esegue rozzamente e stupidamente gli ordini superficiali di Ulisse. Solo Achille, anche se va grottescamente a lamentarsi dalla madre iperprotettiva Teti, mantiene un alone di pensosità dolente nella consapevolezza che dovrà morire qui per essere ricordato e per compiere il destino stabilito dal suo carattere, il suo daimon. E dunque anche nella perfetta scelta di episodi e temi rimane il significato di fondo non solo dell’Iliade, ma anche della cultura greca di cui i poemi omerici sono gli indiscutibili pilastri.

un grazie speciale a