Storie da bar

crediti
tratto da "Bar Sport" e da "Il bar sotto il mare" di Stefano Benni
di e con Andrea Lupo
musiche dal vivo Guido Sodo
una produzione Teatro delle Temperie
con il sostegno della Regione Emilia - Romagna
categoria: reading
anno: 2022
la trama
Un tripudio di personaggi meravigliosi, divertenti, folli e poetici come solo Benni poteva creare. Il Bar Sport è quello dove non può mancare un flipper, la riffa, i mitici boero al liquore, lo scemo da bar, il playboy sparaballe, il nonno semi-imbalsamato e lo storico torneo di briscola a coppie.
Il bar sport c’è in ogni paese, piccolo o grande che sia e raccoglie le storie più incredibili e i personaggi più eccentrici di ogni comunità. Nei bar sport di tutta Italia sono nate epiche storie d’amore, si sono svolte mitologiche battaglie, discussioni furibonde. Prima o poi a tutti è capitato di entrare in un polveroso, fumoso e bizzarro bar sport. Anche oggi, sì, i bar sport resistono ed esistono ancora oggi: è cambiata la gestione (spesso divenuta cinese) ma le caratteristiche sono sempre le stesse: un regno misterioso di varia umanità. Queste sono le storie da bar. Le atmosfere magiche create grazie alla passione e alla maestria di Andrea Lupo e dalle chitarre del maestro Guido Sodo completano la serata rendendo l'esperienza intensa ed indimenticabile.
le foto
stampa e commenti
Teatro del Tempo - Lo spettacolo di Andrea Lupo ispirato ai libri di Stefano Benni
Tra flipper e Boeri ripieni: la strana fauna di «Storie da bar»
«I bar sport. Quei bar bellissimi che ci sono in ogni paese, dal centro storico alla periferia, pieni di gente meravigliosa... per così dire».
È ironia - naturalmente - quella che l'attore Andrea Lupo ha portato venerdì sera al Teatro del Tempo per dare forma a «Storie da bar».
Una «chiacchierata» teatrale, quasi fra amici, che tira fuori una galleria di personaggi e situazioni nate dalla fantasia dello scrittore e poeta Stefano Benni, autore di «Bar Sport» e «Il bar sotto il mare», cui l'attore dedica la sua performance immersiva e travolgente. [...]
L'attore rompe con disinvoltura la quarta parete [...] In questo gioco rievoca con nostalgia i simboli della memoria da bar: dal calcio balilla alla riffa, fino ai famosi Boeri [...]
Emerge così il ritratto vivo e irriverente di un luogo simbolo che si evolve ma che conserva la sua identità. [...]"
Althea Squiccimarro | Gazzetta di Parma, martedì 17 febbraio 2026









